venerdì , 22 settembre 2017
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La Storia

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Domaso è un nucleo probabilmente di origine romana, nel cui nome possiamo ritrovare il suono domus, casa in lingua latina. Come tutti i borghi della sponda occidentale del Lago di Como, anche Domaso era (ed è tuttora) attraversato dall’Antica Strada (o Via) Regina, una strada costruita proprio durante la dominazione romana della zona, e non, come da tradizione, ai tempi della Regina Teodolinda. La Via Regina collegava Milano con Como e poi, risalendo la costa Ovest del Lario, entrava in Valchiavenna per raggiungere i passi alpini ed entrare nell’antica Rezia, l’odierna Svizzera. Era una via di comunicazione molto importante e per questo favorì lo sviluppo dei paesi che attraversava.

Il centro storico si sviluppa a Sud del torrente Livo, e presenta le classiche caratteristiche del borgo di pescatori: case addossate dipinte con colori vivaci, portici e archi. Dalla strada a lago si raggiungono le case retrostanti tramite strette viuzze acciottolate chiamate “strecc”. Sulle fronti delle case si trovano affreschi devozionali d’epoca rinascimentale, che testimoniano la devozione popolare e altri di soggetto profano, che raccontano gli usi antichi e la storia di determinate abitazioni.

Sul lungo lago, ai margini dell’abitato, si allineano alcune ville, oggi proprietà private e spesso suddivise in appartamenti, che testimoniano l’importanza raggiunta dal paese nei secoli passati. Tra le ville spicca la settecentesca Villa Camilla, un tempo residenza di nobili famiglie e ora sede del Municipio.

In paese si trovano anche delle chiese molto interessanti, prima fra tutte la parrocchiale dedicata a San Bartolomeo. La chiesa fu costruita nel Duecento in forme romaniche, ma fu totalmente trasformata in epoca tardo-barocca e settecentesca, portandola alle forme attuali.

All’interno numerose opere d’arte, tra cui l’affresco tardo gotico della Madonna del Giglio nella cappella Panizza, oggetto di grande devozione per i Domasini, affreschi settecenteschi del Ligari e una bella tela rappresentante la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo del pittore bolognese Giulio Cesare Procaccini (1609).

A Nord del torrente Livo si sviluppa oggi la parte più turistica del paese. Dove fino a pochi decenni fa c’erano solo campi coltivati e pascoli, oggi si trovano campeggi, residence, ristoranti e locali che rendono Domaso uno dei centri turistici più vivi dell’Alto Lario.

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